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Giusy Pirosa

  • 2 anni fa
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6 min

Terra affascinante, con una storia millenaria e ricca di bellezze naturali, la Sardegna vanta una tradizione culinaria che affonda le radici nel mondo contadino e nell’incontro con le varie culture mediterranee che l’hanno dominata.

Indice dei contenuti

Dal pane alla pasta, dai formaggi ai dolci, passando per arrosti e zuppe, la cucina sarda si basa su ingredienti semplici ma gustosi che danno vita a piatti dai sapori genuini e autentici. Ecco una selezione di specialità sarde da assaporare per inebriarsi dei profumi di questa meravigliosa isola!

Specialità sarde: il Pecorino DOP

Il pecorino DOP è un formaggio stagionato prodotto esclusivamente con latte di pecora intero, estratto da ovini allevati in pascoli naturali. Le pecore, libere di pascolare, si alimentano con arbusti ed erbe aromatiche locali che conferiscono al prodotto gusto e sapori intensi.

Per queste caratteristiche,  nel 1996, il pecorino sardo ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta, riconoscimento che garantisce elevati standard qualitativi. La DOP prevede due tipologie di pecorino sardo, Dolce e Maturo, a seconda dei tempi di stagionatura: il primo almeno 20 giorni, il secondo almeno 60 giorni.

La storia di questo formaggio risale all’era nuragica, quando l’allevamento delle pecore divenne il principale mezzo di sostentamento nell’isola.

A partire dagli anni ’90, il metodo di produzione del pecorino ha subito un processo di ammodernamento, mantenendo tuttavia quell’impronta tradizionale che lo ha reso protagonista di molti piatti tipici.

Specialità sarde: pecorino sardo DOP su un piatto bianco

Pecorino DOP sardo

Il Pane Carasau

Tra le specialità sarde più famose troviamo il Pane Carasau, che proviene dalla Barbagia, in provincia di Nuoro, ed è fra i cibi tipici più antichi della Sardegna. Caratterizzato da uno spessore molto sottile, non oltre i 3 millimetri, viene ottenuto impastando farina di semola di grano duro, acqua, sale e lievito di birra.

Una volta cotto, si presenta in sfoglie sottilissime chiamate anche carta musica per il rumore prodotto durante la masticazione. In passato, veniva preparato in casa da tutte le famiglie sarde e, grazie alla sua lunga conservazione, era l’alimento ideale per gli uomini che partivano per la transumanza. Ancora oggi, questo pane è molto diffuso in tutta l’isola e costituisce una vera prelibatezza.

specialità sarde: pane carasau

Pane Carasau

Il pane Guttiau e Frattau

Il pane Guttiau è la variante del pane Carasau condita con olio extravergine di oliva, sale e rosmarino tritato. Il termine guttiau in sardo vuol dire “gocciolato” in quanto viene condito con olio e sale prima di essere cotto in forno per la seconda volta, per renderlo ancora più croccante. Anche questo pane ha la caratteristica forma a disco, è piuttosto fine ed è perfetto da servire come antipasto o come stuzzichino per accompagnare l’aperitivo.

Il pane Frattau è un’altra delle specialità sarde da provare assolutamente. Composto da diversi strati di pane Carasau, conditi con sugo di pomodoro e pecorino, può essere arricchito con un uovo in camicia al centro.

specialitaà sarde: pane frattau in un piatto bianco con mozzarella

Pane Frattau

Specialità sarde: i Malloreddus

Noti anche come gnocchetti sardi, i Malloreddus sono fra le specialità sarde più rappresentative della tradizione culinaria dell’isola. Il termine deriva dal latino malleolus, usato proprio per indicare gli gnocchi, un tipo di pasta a forma di conchiglie rigate, realizzata con semola di grano duro, acqua e sale.

Anticamente, i Malloreddus venivano consumati solo nelle cerimonie: infatti, una delle tradizioni più diffuse prevedeva che la futura sposa andasse per le vie del paese portando un cesto di Malloreddus da donare agli invitati.

Ancora oggi, questo piatto è protagonista assoluto nei pranzi nuziali e viene servito con ragù di carne. Fra le ricette tradizionali più apprezzate troviamo i malloreddus alla campidanese, conditi con sugo di salsiccia, zafferano e pecorino sardo.

specialità sarde: piatto Malloreddus alla campidanese, conditi con sugo di salsiccia

Malloreddus alla campidanese con sugo di salsiccia

I Culurgiones

I Culurgiones sono dei ravioli ripieni di patate, pecorino sardo e menta, caratteristici per la forma allungata e la chiusura a spiga. Originari dell’Ogliastra, zona centro orientale della Sardegna, sono presenti nel resto dell’isola in diverse varianti a seconda dei prodotti locali.

La notorietà di questo piatto è notevolmente cresciuta da quando, nel 2015, ha ottenuto il riconoscimento IGP grazie al quale è annoverato tra i prodotti tipici sardi che rispecchiano l’identità del territorio.

I Culurgiones vengono serviti solitamente con sugo di pomodoro fresco e basilico, ma si possono gustare anche con burro e salvia, cotti al forno o fritti.

Specialità sarde: culurgiones o ravioli ripieni

Culurgiones o ravioli ripieni

La Fregula

Anche la Fregula è una pasta tipica della Sardegna, originaria della provincia del Medio Campidano. Le prime testimonianze scritte della presenza di questo prodotto sull’isola risalgono a oltre 1000 anni fa, sebbene alcuni studiosi sostengano che furono i Fenici e i Cartaginesi a diffonderla in Sardegna. Il termine, di probabile origine latina, deriva dal verbo “frisare”, ovvero sbriciolare. La Fregula è, infatti, composta da piccole palline di grano fatte a mano ed essiccate al sole.

Successivamente la pasta viene tostata in forno fino a quando assume un colore dorato. Proposta in tante versioni, si può gustare con sughi a base di pesce o carne, o semplicemente con olio d’oliva. La ricetta più famosa è la Fregula con le arselle, cioè con le vongole, un piatto dal sapore inimitabile.

specialità sarda: fregula pasta composta da piccole palline di grano

La Fregula sarda Photo credits: Wikipedia CC BY-SA 2.0 autore Emily Parkhurst

Specialità sarde di carne: il Porceddu

Fra le specialità sarde troviamo il Porceddu, ovvero il maialino. L’ingrediente principale per ottenere un piatto gustoso e saporito è proprio il maialino da latte, del peso di circa 4 o 5 kg, che viene arrostito su uno spiedo dopo essere stato accuratamente pulito dentro e fuori.

Per cucinare un maialino come vuole la tradizione, è necessario un procedimento di rosolatura di almeno 4 ore.  Inoltre, a metà cottura si aggiunge il sale che conferirà la croccantezza alla cotenna e la giusta sapidità alla carne tenerissima, avendo cura di distribuirne alle parti con più polpa e meno a quelle più sottili. Una volta cotto, può  essere accompagnato da patate, verdure e pane sardo tipico a scelta.

specialità sarde: porceddu sardo in cottura su legna

Porceddu sardo. Photo credits: Wikipedia CC BY-SA 4.0 autore Japs 88

La bottarga di muggine

La bottarga di muggine è una specialità molto antica ottenuta dalle uova salate ed essiccate del cefalo. Si tratta di un ingrediente versatile e fra i più pregiati della cucina isolana, tanto da essere soprannominato il caviale dei sardi.

In Sardegna, la tradizione della bottarga risale a circa 3000 anni fa ad opera dei Fenici e, ad oggi, questa specialità viene prodotta nelle zone di Alghero, Cagliari, Cabras, Tortolì, Sant’Antioco, Sarrabus e Ogliastra. Inconfondibile per il suo aspetto ambrato e il gusto salmastro, è molto apprezzata per preparare gustosi antipasti o per aggiungere un tocco speciale a diverse pietanze.

Specialità sarde, bottarga di muggine

Bottarga di muggine

L’Abbamele

L’Abbamele, conosciuto anche come sapa di miele o abbattu, fa parte delle specialità sarde utilizzate anticamente per preparare i dolci. Si tratta di uno sciroppo ottenuto dall’immersione dei favi, contenenti polline e miele, in acqua calda. Il composto ricavato si presenta di colore bruno scuro e ha una consistenza simile a quella del miele. Per il gusto dolce e caramellato, può essere considerato un dolcificante ma anche per guarnire gelati, macedonie, yogurt e formaggi freschi.

specialità sarde: barattolo in vetro di abbamele

Specialità sarde: barattolo in vetro di Abbamele

La zuppa gallurese

Tra le specialità sarde della Gallura, la zuppa gallurese è un piatto semplice a base di pane raffermo, formaggio e brodo di pecora. Le sue origini risalgono nel Medioevo, quando il termine zuppa veniva usato per indicare qualsiasi pietanza con pane imbevuto nel brodo o in altre salse.

In passato, era denominato piatto dei poveri perché economico e realizzato con ingredienti di recupero. I contadini erano soliti disporre del pane secco a strati in una pirofila, ammorbidito con brodo di carne caldo, insaporito con pecorino grattugiato e fette di Casizolu, un formaggio a pasta filata.

La cottura in forno la rende nutriente e gustosa, filante e perfetta da consumare anche come piatto unico. In assenza del Casizolu, si può usare la scamorza affumicata, il caciocavallo o il provolone.

specialità sarde:zuppa gallurese su un piatto bianco

Zuppa Gallurese. Photo credits: Wikipedia CC BY-SA 4.0 autore Gianni Careddu

Le Seadas

Le Seadas sono uno dei simboli gastronomici della Sardegna, composte da due sfoglie di pasta fresca contenenti formaggio di pecora aromatizzato al limone, fritte e cosparse di miele o sale.

Questo dessert, di origine contadina, veniva preparato dalle donne per festeggiare il ritorno degli uomini dalla transumanza. Inizialmente, però, non era un dolce: infatti, le seadas erano salate e venivano consumate come piatto unico perché sostanzioso e nutriente.

specialità sarde: seadas scomposte da due sfoglie di pasta fresca

Seada appena fritta pronta per essere guarnita con miele

Si narra che per sfamare gli uomini venissero realizzate seadas delle dimensioni di un piatto. Col passare del tempo, sono diventate un delizioso dessert che mette d’accordo sia gli amanti del dolce che del salato!

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